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Narcisisti perversi - Manipolatori - Vampiri psico-affettivi

Bateson - Teoria del doppio legame


 
Ci sono delle comunicazioni che contengono al loro interno aspetti contraddittori che procurano un profondo senso di disagio. Come accade nella storia della mamma ebrea che regala al figlio due cravatte, una rossa e una blu, e, quando il figlio va a trovarla indossando una delle due, la madre gli chiede come mai non abbia messo l'altra: "non ti piace?".
Sono le comunicazioni paradossali.

Watzlawick definisce il paradosso come “una contraddizione che deriva dalla deduzione di premesse coerenti” e ne individua tre tipi:
  1. i paradossi logico-matematici,
  2. le antinomie semantiche o definizioni paradossali (che riguardano il linguaggio ed il pensiero),
  3. i paradossi pragmatici (che riguardano il comportamento).

Sembra un questione molto teorica, in realtà le comunicazioni paradossali hanno una ricaduta molto concreta sul benessere dell'individuo.
Sempre Watzlawick afferma che “c’è qualcosa nel paradosso che ha per tutti noi un’importanza immediatamente pragmatica e anche esistenziale; il paradosso non solo pervade l’interazione e influenza il nostro comportamento e la nostra salute mentale ma sfida anche la nostra fede nella coerenza, e quindi nella fermezza ultima del nostro universo”.
In altre parole il paradosso è una contraddizione che, sfuggendo alle regole di razionalità della mente, crea disagio e sofferenza.
Perché si manifesti una sofferenza non è tuttavia sufficiente che una comunicazione o un comportamento siano incoerenti, è necessario che l’interazione riguardi due soggetti coinvolti in una relazione significativa (familiare, di amicizia, d’amore, lavorativa, religiosa, politica, ecc.) e che chi riceve il messaggio non possa uscire dallo schema paradossale della comunicazione.

Questo schema corrisponde alla teoria del doppio legame elaborata da Bateson.
Chi è oggetto di una comunicazione di doppio legame è in trappola. “Una persona in una situazione di doppio legame è quindi probabile che si trovi punita (o almeno che le si faccia provare un senso di colpa) per avere avuto percezioni corrette, e che venga definita ‘cattiva’ o ‘folle’ per avere magari insinuato che esiste una discrepanza tra ciò che vede e ciò che ‘dovrebbe’ vedere”. Chi subisce questo tipo di comunicazione non ha via di uscita: qualunque scelta operi, esce sempre perdente. Tornando alla storia della mamma ebrea, il figlio sbaglierebbe inevitabilmente qualunque cravatta scegliesse di indossare.

Tutti noi viviamo spesso esperienze di doppio legame e riusciamo in genere a superarle senza che si trasformino in traumi psicologici.
Tuttavia quando il doppio legame dura nel tempo o riguarda situazioni di particolare vulnerabilità o vitali per la sopravvivenza fisica o psichica, crea un adattamento allo schema paradossale, una sorta di assuefazione alla “follia”. E l'adattamento allo schema del paradosso determina l'attesa che l'incoerenza sia una regola universale.

In queste situazioni si pongono tre alternative

  1. fuggire dalla realtà, cercando ossessivamente coerenza e significato in elementi minimi e poco significativi, come succede ai paranoici; 
  2. adeguarsi pedissequamente a regole illogiche, evitando di maturare opinioni proprie, come accade spesso nelle organizzazioni dalle regole illogiche ma molto rigide; 
  3. isolarsi, cercando di sottrarsi alle comunicazioni contraddittorie.             
In ogni caso si tratta di scelte che comportano sofferenza.
Ognuno può attingere alla propria esperienza (personale, lavorativa, politica o religiosa) e valutare quanto sia doloroso e frustrante rimanere invischiati in questo genere di interazioni.
Il doppio legame è un gioco senza fine in cui la presenza di alternative di scelta risulta una mera illusione e in cui nessun cambiamento è possibile restando all'interno del sistema.  
"La costituzione di un paese immaginario garantisce il diritto di un dibattito parlamentare illimitato. Si scopre subito che questa norma non è pratica, perché basta che i membri di un partito comincino a fare discorsi interminabili per impedire che si prenda qualunque decisione. E' chiaro che è necessario un emendamento della costituzione, ma l'adozione dell'emendamento stesso è soggetta allo stesso diritto di dibattito illimitato che si progetta di emendare per cui l'emendamento può essere rinviato a tempo indeterminato. L'organizzazione dello Stato di questo paese è di conseguenza paralizzata e incapace di produrre un cambiamento delle proprie norme, perché è presa in un gioco senza fine". 

L'unica reale possibilità di cambiamento consiste nell'uscire dallo schema del doppio legame e metacomunicare (cioè parlare della comunicazione stessa e delle sue regole) ma le persone coinvolte non possono farlo tra loro perché ogni comunicazione è soggetta alle regole del doppio legame. Esiste però l'opzione di rivolgersi ad un terzo con cui entrambi i soggetti siano in grado di mantenere modalità comunicative normali e a cui venga affidato il compito di modificare le regole. Questa è la logica del modello dell'intervento psicoterapeutico, una logica che consente di smascherare il doppio legame e di individuare delle vie di uscita in situazioni stagnanti che apparentemente sembrano irrisolvibili.
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